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R&S: il TAR Lazio conferma il divieto di applicazione retroattiva del Manuale di Frascati

06/05/2026 09:45

Umberto Morgante

Finanza Agevolata, Contenziosi Tributari, Ricerca & Sviluppo,

R&S: il TAR Lazio conferma il divieto di applicazione retroattiva del Manuale di Frascati

Negli ultimi anni il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo ha generato un numero elevatissimo di verifiche fiscali, recuperi di imposta

Negli ultimi anni il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo ha generato un numero elevatissimo di verifiche fiscali, recuperi di imposta, contenziosi e richieste di riversamento. Uno dei temi più controversi riguarda il ruolo del Manuale di Frascati dell’OCSE nella qualificazione delle attività agevolabili, in particolare per gli investimenti effettuati nel periodo 2015-2019.

Il TAR del Lazio, con la sentenza 8013 del 4 maggio 2026, conferma il proprio orientamento e annulla il provvedimento del ministero dell’Industra e del Made in Italy (Mimit) con il quale, all’esito della procedura avviata ai sensi del Dpcm 15 settembre 2023, venivano respinte le certificazioni di qualità di alcuni investimenti in ricerca e sviluppo effettuati nel periodo 2015-2019, poiché non conformi al Manuale Ocse di Frascati cui si ispirano le Linee Guida del 4 luglio 2024 (si veda anche TAR Lazio 29 luglio 2025, n 15039).

Una pronuncia che contribuisce a fare chiarezza su un aspetto fondamentale: i criteri interpretativi derivanti dal Manuale di Frascati non possono essere applicati retroattivamente per valutare attività realizzate in periodi in cui la normativa italiana non ne prevedeva espressamente il richiamo.

Per molte imprese coinvolte in controlli o contenziosi, si tratta di un principio di grande rilevanza.

 

Il contesto normativo

Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo disciplinato dall’articolo 3 del D.L. 145/2013 è stato introdotto con l’obiettivo di incentivare gli investimenti privati in innovazione e sviluppo tecnologico.

Nella formulazione originaria della disciplina, applicabile alle annualità dal 2015 al 2019, il legislatore non richiamava espressamente il Manuale di Frascati quale fonte interpretativa vincolante per la qualificazione delle attività di ricerca e sviluppo.

Solo con la successiva evoluzione normativa e con il decreto attuativo del 20 maggio 2020 il riferimento al Manuale OCSE è diventato esplicito all’interno del sistema agevolativo.

Da qui nasce uno dei principali punti di scontro tra imprese e Amministrazione finanziaria: è possibile valutare attività svolte anni prima sulla base di criteri interpretativi formalizzati soltanto successivamente?

 

La posizione del TAR Lazio

Secondo il TAR Lazio la risposta è negativa.

La sentenza conferma che il Manuale di Frascati costituisce un documento tecnico di riferimento, ma non può essere utilizzato per introdurre ex post requisiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente nel periodo in cui gli investimenti sono stati effettuati.

In particolare, il giudice amministrativo ha evidenziato come:

  • la disciplina applicabile alle annualità 2015-2019 fosse già completa e autonoma;
  • il richiamo esplicito al Manuale di Frascati sia intervenuto soltanto successivamente;
  • le linee guida emanate negli anni recenti non possano modificare retroattivamente il quadro normativo precedente;
  • il principio generale di irretroattività delle norme impedisca l'applicazione a fatti passati di criteri introdotti in epoca successiva.

 

La questione del requisito della novità

Uno degli aspetti più delicati riguarda il cosiddetto requisito della novità.

Molte contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e dei soggetti tecnici incaricati delle valutazioni si sono concentrate sull’assenza di un sufficiente grado di innovazione rispetto allo stato dell’arte.

Proprio su questo punto il Manuale di Frascati, nelle versioni più recenti, introduce criteri particolarmente rigorosi che spesso sono stati utilizzati come parametro per giudicare attività svolte anni prima.

La pronuncia del TAR rafforza invece la tesi secondo cui la verifica della spettanza del credito deve essere effettuata tenendo conto esclusivamente del quadro normativo vigente al momento della realizzazione dell’investimento e non di interpretazioni tecniche sviluppate successivamente.

 

Implicazioni per le imprese

La decisione assume una rilevanza concreta per diverse categorie di contribuenti:

  • imprese che hanno ricevuto atti di recupero relativi al credito R&S 2015-2019;
  • soggetti che hanno aderito o stanno valutando procedure di riversamento;
  • aziende coinvolte in contenziosi tributari ancora pendenti;
  • imprese che hanno richiesto o intendono richiedere la certificazione delle attività di ricerca e sviluppo;
  • soggetti interessati a difendere la qualificazione tecnico-scientifica dei propri progetti.

Naturalmente la sentenza non determina automaticamente il riconoscimento del credito, ma rappresenta un importante precedente a sostegno della necessità di valutare ogni progetto secondo le regole effettivamente vigenti nel periodo di realizzazione.

 

L’importanza della documentazione tecnica

Anche alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali, emerge con ancora maggiore evidenza l’importanza della documentazione tecnica.

Nei procedimenti di controllo la differenza non è spesso rappresentata soltanto dall’esistenza dell’attività innovativa, ma dalla capacità dell’impresa di dimostrare:

  • gli obiettivi tecnico-scientifici perseguiti;
  • le incertezze affrontate durante il progetto;
  • le attività sperimentali svolte;
  • le competenze impiegate;
  • i risultati ottenuti;
  • il collegamento tra costi sostenuti e attività agevolabili.

Una documentazione costruita in modo strutturato sin dall’origine rappresenta oggi il principale strumento di tutela sia in fase di verifica sia in eventuali contenziosi.

 

Conclusioni

Il contenzioso sul credito d’imposta Ricerca e Sviluppo continua a evolversi e le recenti decisioni della giurisprudenza stanno contribuendo a definire principi interpretativi sempre più rilevanti.

Tra questi assume particolare importanza il divieto di applicare retroattivamente criteri tecnici e interpretativi non previsti dalla normativa originaria.

Per le imprese che hanno effettuato investimenti in ricerca e sviluppo nel periodo 2015-2019 si tratta di un elemento che può incidere significativamente sulle strategie difensive, sulle valutazioni relative ai contenziosi in corso e sulle future attività di certificazione.

In un contesto caratterizzato da elevata complessità tecnica e normativa, l’analisi puntuale della documentazione progettuale e delle specifiche contestazioni ricevute rimane il presupposto essenziale per valutare correttamente la posizione dell’impresa e individuare le migliori azioni di tutela.

 

Il ruolo della certificazione e dell’Albo MIMIT

In questo scenario assume particolare importanza anche la procedura di certificazione delle attività di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica prevista dalla normativa vigente.

POLARIS TEAM  dispone di tecnici iscritti all’Albo dei certificatori del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la conseguente possibilità di supportare le imprese nella valutazione preventiva dei progetti, nella ricostruzione tecnica delle attività svolte e, ove ne ricorrano i presupposti, nel percorso di certificazione previsto dalla disciplina applicabile.

La certificazione può rappresentare uno strumento particolarmente utile per rafforzare la posizione dell’impresa, soprattutto nei casi in cui non siano già stati notificati processi verbali di constatazione o atti di recupero relativi alle medesime attività. Resta ferma la necessità di verificare puntualmente, caso per caso, i requisiti di accesso alla procedura, la qualità della documentazione disponibile e la coerenza tecnico-scientifica dei progetti rispetto alla disciplina di riferimento.

Per le imprese che hanno fruito dei crediti d’imposta R&S o che intendono accedere alle agevolazioni per innovazione tecnologica, transizione digitale, transizione ecologica, design e ideazione estetica, il coinvolgimento di professionisti qualificati consente di impostare correttamente il dossier tecnico, individuare eventuali criticità documentali e ridurre il rischio di contestazioni future.

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POLARIS TEAM affianca l’impresa nella definizione della strategia di difesa, fornendo assistenza tecnica per la gestione del contenzioso, in caso di controlli e verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate e degli altri Enti preposti a fronte della contestazione dei crediti fiscali maturati e dei contributi percepiti nell’ambito della finanza agevolata.

 

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