Il MIMIT con Decreto 31 luglio ha prorogato al 15 settembre 2026 il termine per trasmettere le comunicazioni di completamento relative agli investimenti in beni strumentali Transizione 4.0.
La proroga riguarda anche le imprese in lista d’attesa sul plafond dei 2,2 miliardi: chi aveva una preventiva valida e ha ricevuto l'avviso di indisponibilità delle risorse riceverà dal GSE una comunicazione di nuova disponibilità delle risorse. Queste potranno presentare entro il 15 settembre sia la comunicazione di conferma sia quella di completamento, anche per i beni ultimati nel 2025, in deroga espressa ai termini ordinari. Chi invece aveva capienza e non ha completato entro il 31 marzo resta fuori: nessuna rimessione in termini per i decaduti.
La proroga sposta anche il bivio del comma 431: la scelta fra consolidare il credito 4.0 (20% in F24) o puntare sul nuovo iperammortamento (maggiorazione fino al 180%, risparmio IRES fino al 43,2%) guadagna sei settimane. Tempo utile anche per l'auspicato chiarimento ufficiale sul significato di «beneficiano».
Si evidenzia che la comunicazione di completamento resta una facoltà dell'impresa: chi non la trasmette rinuncia al credito 4.0, e nessuna disposizione ricollega alla sola comunicazione del GSE il consolidamento del beneficio.
Il comma 431 della legge di Bilancio 2026 esclude dalla Nuova Transizione 5.0 gli investimenti che “beneficiano” del credito 4.0, non quelli che potrebbero beneficiarne. Senza completamento la procedura non si perfeziona e nessun credito matura: viceversa, si rischia di confondere la disponibilità delle risorse con la fruizione della misura significa trasformare una facoltà in un obbligo che la norma non prevede.
La proroga serve anche a questo: dare spazio all'atteso chiarimento ufficiale sul significato di “beneficiano”.





